Di Andrea Camilleri
con Rosario Giuliani Sax
Paolo Damiani Contrabbasso
Barbara Bovoli Voce Narrante
Sasha Mashin Batteria
Un'aria di operetta, di belle-époque, circonda uomini e fatti, in un balletto scatenato, farsa grottesca del mondo siciliano:
Vigàta, 18 Settembre 1980.
Un vasaio, Totò Romeres, soprannominato "Barbabianca", si è innalzato nella scala sociale seguendo come un'anguilla le correnti
mobilissime del trentennio venuto dopo l’unità. Per avidità di guadagno, si è venduto a metà prezzo le cinquemila cantàra di zolfo che la ditta Jung teneva in deposito nei sui magazzini, e che ora, il piroscafo russo “Tomorov”, sta inaspettatamente venendo a riscuotere. Ora bisogna in qualche modo rimediare, e i figli di Barbabianca, ognuno a suo modo, cercano di evitare il fallimento.
Nenè, il primogenito, si va sbattendo per tutta Vigata, disposto a pagare a qualsiasi prezzo lo zolfo mancante, ma riceve solo finte scuse.Stefanuzzo, l'altro figlio di don Totò, chiuso in una stanza brucia lumini e candele, prega, fa penitenza flagellandosi e pronuncia voti alla Madonna, mentre la moglie svizzera Helke se la spassa in soffitta con il giovane muto Totuzzo. Blasco Moriones, factotum e figlio naturale di Barbabianca, diviso a metà fra amore
e odio per il suo padre padrone, viene mandato di corsa dai fratelli Munda, per farselo prestare. Ma i Munda non li possono aiutare; hanno i magazzini vuoti. Don Angelino Villasevaglios, che dell'odio verso don Totò Barbabianca ha fatto un motivo per rimanere in vita, “non mangiava”, ma, dalla terrazza del suo palazzo, attende con l'annuncio del fil di fumo, la definitiva rovina del suo nemico, e morirà col sorriso sulle labbra, quando “il suo desiderio di vedere, gli farà scorgere, a lui cieco, il fatale fil di fumo all’orizzonte”.
«U fumu! U fumu! U fumu!» Variata di tono, timbro e altezza come un gioco di foco che s'alzava nell’aria, la parola rimbalzò da tetto a tetto, da finestra a finestra seguendo una trama d'incastri, simpatie, antipatie, odii feroci e amori altrettanto” Il vapore russo è ormai arrivato in vista del porto, e i destini sembrano segnati. Ma la ruota si mette “a girare a riversa”, scombina gli eventi desiderati o temuti, e la nave, che il fil di fumo apparso «sull'estremo confin del mare» annuncia, nel romanzo di Camilleri non approda, perché naufraga su una secca a poca distanza dall'arrivo.
E così, la mattina del 19 settembre"Barbabianca" fa il suo ingresso trionfale nella chiesa madre di Vigata portando in offerta un ex voto che esalta l'aiuto della Madonna per i marinai sopravvissuti, ma che agli occhi del popolo è un ringraziamento per lo scampato fallimento. La tavoletta di rame raffigura, infatti, ambiguamente, una nave che affonda e una poco di marinai sparsi qua e là con le braccia alzate al cielo che domandavano salvezza e, in alto a destra, la Madonna, che benignamente si sporge da alcune nuvole per salvarne certi e altri no secondo un criterio di scelta negato ai mortali.
è uno spaccato di un umanità
Geniale quello di Camilleri, si presta perfettamente ad essere punteggiato in tutti i suoi caratteri dal gioco narrazione - improvvisazione musicale che la musica jazz offre. Ed è per questo che la narrazione, ad opera della attrice Barbara Bovoli, verrà continuamente accompagnata dalle musiche dal vivo di Paolo Damiani al contrabbasso, Rosario Giuliani al sax alto e soprano & Sasha Mashin alla batteria Paolo Damiani e Rosario Giuliani suonano e registrano insieme da tempo; incontro improbabile sulla carta, solitamente i due si muovono in ambiti assai diversi: il contrabbassista ha inventato un linguaggio originale ed europeo, spostando l’estetica jazz in contesti non tradizionali, il sassofonista ha elaborato la grande lezione di Parker, Cannonball e Coltrane sviluppando una personalissima poetica. Eppure, insieme riescono a immaginare nuovi scenari e connessioni, sentieri intuiti in cui cercare affinità e contiguità. In questo nuovo progetto hanno coinvolto il russo Sasha Mashin, tra i più originali percussionisti europei, impressionante per creatività e controllo assoluto dello strumento. Sasha è di recente venuto in Italia a causa della guerra in corso tra il suo Paese e l’Ucraina.
Realizzando cosi uno spettacolo - evento ogni sera diverso, un dialogo
tra voce recitante e musica che ambisce a distinguersi dalla canonica
forma del “reading” per realizzare un evento ogni sera irripetibile, un
happening musicale, un gioco, un dialogo dove voce e musica
interagiscono e creano in tempo reale, rendendo ogni concerto,
un’esperienza unica.